You are here
Home > Approfondimenti > Va bene o vabbene: come si scrive in forma corretta e quando si usa il termine?

Va bene o vabbene: come si scrive in forma corretta e quando si usa il termine?

Tra le tante indecisioni che riguardano l’uso corretto, nella forma scritta, della nostra lingua italiana non poteva mancare il dubbio di scrivere una parola così come la si pronuncia o seguendo delle precise regole. In questo caso, però, la locuzione in questione ha una sola forma corretta da utilizzare. 

La grammatica italiana la impariamo da bambini alle scuole elementari e tutti noi dovremmo conoscerla alla perfezione per saper scrivere e parlare in modo corretto. Succede però, specialmente al giorno d’oggi che viviamo in un’era dove la tecnologia ha preso il posto della manualità, ritrovandoci di fronte a forme grammaticalmente poco corrette dal punto di vista linguistico, che erroneamente vengono utilizzate e spacciate per giuste.

Chi non è un vero appassionato della lettura e amante dei libri, si ritrova a porsi delle domande. Molti errori derivano dal modo in cui vengono pronunciate le frasi, che varia a seconda del dialetto o della cadenza di una regione. Questo ci porta a scrivere tenendo conto della fonetica, ovvero così come siamo abituati a pronunciare una parola o un’espressione, credendo che sia giusto così.

Specialmente al sud Italia c’è una diffusa tendenza a raddoppiare le consonanti, rafforzando e ponendo l’accento su alcune sillabe, errore che si commette anche quando si scrive. Da questi errori, abbastanza comuni, nasce anche la convinzione che “vabbene” sia la forma corretta da utilizzare. Nel parlato infatti, si accenta la “a” e si raddoppia la consonante “b” unificando così le due parole.

Le parole che possono causare un raddoppiamento fonosintattico sono tante e si localizzano principalmente nelle zone della Toscana, e nella parte centro meridionale dell’Italia. Tecnicamente la pronuncia di “vabbene” non è sbagliata da un punto di vista fonetico, poiché l’italiano deriva dal fiorentino volgare ottocentesco, ma a livello ortografico non è accettabile. Nella forma scritta ciò non va assolutamente fatto.

Le regole della grammatica italiana sono ben precise e del tutto diverse da quelle della lingua parlata, basata sulla fonetica, che cambia a seconda dell’area geografica di appartenenza del parlante. Cosa che comunque potrebbe essere corretta studiando dizione, standardizzando così l’italiano parlato ed evitando di trasferire gli errori dal parlato allo scritto.

Senza dubbio possiamo affermare che la forma corretta è: “va bene” e l’utilizzo della forma “vabbene” può essere considerato un errore grave.

Quando si usa il termine?

Adesso che abbiamo chiarito il corretto utilizzo dell’espressione “va bene” possiamo spiegarne il suo utilizzo. Generalmente questa espressione viene usata per chiedere se una situazione procede bene o per rispondere in modo affermativo.

L’espressione corretta è composta da due parole: “va” terza persona singolare, modo indicativo presente del verbo andare e l’avverbio “bene”. In molte situazioni si può anche trovare l’espressione contratta “vabbè” un’abbreviazione di va+bene, altrettanto corretta come ad esempio: va be’ o va beh.

Le frasi dove viene utilizzata più di frequente questa locuzione sono ad esempio, formule interrogative affermative come: “Ho ordinato sushi per stasera, per te va bene?”, “Ma per te va bene se andiamo al mare questo fine settimana?”, “Non ho voglia di vederti in questo momento, mi farò viva io quando mi sentirò meglio, va bene?”; oppure affermative come: “Per me va bene“.

 

Leave a Reply

Top