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Sempre meno iscritti all’Università

Appena dopo il diploma le domande più ricorrenti sono: m’iscrivo all’Università? A che facoltà? Quanto costerà? E, soprattutto, ne varrà la pena?

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Nel 2015 le matricole sono state solo 272.000, un numero che alimenta lo scenario di crisi generale dei nostri atenei.

Nel 2004 gli iscritti erano 326.000 e, ad oggi, ne contiamo il 20% in meno. Colpa dei costi elevati e della sfiducia in un percorso che ormai non dà più nessuna certezza.

E mentre negli alti Paese la formazione è tutto, l’Italia è l’ultima nella classifica dei laureati tra i 25 e i 34 anni, ci ha superato perfino la Turchia!

Il punto è che l’Università è cara: uno studente che vive ancora con i genitori costa 1400-1800 euro all’anno; per non parlare degli studenti fuori sede: un lusso che costa 7-8.000 euro.

Le borse di studio sono sempre troppo poche perchè le Regioni non hanno fondi sufficienti: il Nord riceve il 90% del denaro mentre il Sud, come al solito, gode solo del 60%.

Vi è, poi, un certo caos tra licei ed Atenei: l’orientamento che si fa alle superiori, a quanto pare, non funziona.

Prendiamo in esame la facoltà di Medicina: i posti disponibili ogni anno sono 10.000, però ai test si presentano in 70.000. Metà di loro è lì tanto per provare e quasi sicuramente alla fine sceglierà percorsi che non hanno niente a che vedere con la salute.

Tutto questo ci fa capire che il sistema attuale non funziona: occorrerebbe più chiarezza e maggiore disponibilità nell’ indirizzare i giovani verso una scelta corretta e mirata.

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