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Ritardo dei mezzi pubblici, classico all’italiana

Sembra ormai una routine (cosa quotidiana) in Italia il ritardo di mezzi pubblici per il trasporto di studenti e/o lavoratori.

Ritardo mezzi pubblici

Situazioni sulla soglia della sopportabilità e della sostenibilità per persone che devono affrontare una giornata lavorativa o che tornano stanchi da essa. Carrozze piccole e posti a sedere limitati e di numero decisamente inferiore alla gente presente che obbliga moltissimi passeggeri a stare in piedi pur pagando il prezzo del biglietto come i più fortunati.

Tutto questo serve solo ad alimentare malumori e proteste che già sono una base per i cosiddetti pendolari che ogni giorno viaggiano in Italia.

Lettere di richieste, spiegazioni e molto altro che probabilmente vengono cestinate ancora prima di giungere a chi di dovere.

Promesse (ormai da anni) fatte dagli organi di trasporti privati e nazionali, come treni nuovi, più agevoli e moderni, mai mantenute e che si protraggono nel tempo senza una conclusione o, quantomeno, una soluzione.

Ciò che però, in certi casi, servirebbe, è un minimo di umanità e buon cuore: si dovrebbe cercare di capire che se un servizio viene offerto (PAGANDOLO) deve essere fatto nel migliore dei modi “possibili”.
Perché, a dar fastidio al migliaia di persone (mi riservo il milioni perché non ne sono certo), è proprio questo: i mezzi e le disponibilità per migliorare i trasporti ci sono, solo che non vengono utilizzati nella maniera ottimale.

Sorprendentemente, negli ultimi periodi, sembra che si stiano facendo passi avanti in questo settore, con l’inserimento di personale addetto alla sicurezza e al mantenimento dell’ordine.

Che sia soltanto l’inizio…

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