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Rimborsi pensioni INPS: cosa sono e chi può richiederli?

Non tutti sono a conoscenza della possibilità di richiedere un rimborso della pensione da parte dell’INPS. Si può inoltrare la domanda sulla base di precisi presupposti e compilando un apposito modulo, a seguito del quale il pensionato può fare ricorso. Da aprile 2019, infatti grazie alla legge di bilancio, i trattamenti pensionistici che superano di tre volte il minimo, sono stati oggetto di adeguamento all’inflazione.

Il rimborso della pensione, come quello previsto per la pensione di invalidità, viene calcolato sulla base del tenore di vita del pensionato e per questo dovrebbe essere erogato in automatico. La pensione, come stabilito dalla Corte Costituzionale dovrebbe essere calcolata tenendo conto della rivalutazione monetaria, pertanto i rimborsi INPS possono essere considerati come delle rivalutazioni che, però, non sono state corrisposte nell’arco di vita del pensionato.

Il pensionato, però, ha la facoltà di richiedere tali rimborsi sulla base di pensioni INPS che abbiano particolari pre-requisiti. L’importo non deve essere superiore tre volte il minimo o sei volte l’assegno spettante, poiché in questi casi non è possibile procedere con la richiesta di rimborso.

Chi ha diritto al rimborso INPS

Sulla base della legge Monti del 2011, furono bloccate le rivalutazioni monetarie per le pensioni INPS che avessero un importo superiore a tre volte l’assegno minimo. A seguito di sentenze giudiziare recenti, tale legge è stata considerata illegittima e ha consentito a tutti i pensionati di richiedere il rimborso anche per le pensioni di invalidità civile, per il periodo per cui non è stata calcolata la rivalutazione.

Il rimborso scatta per coloro che hanno smesso di lavorare a partire dal 1°dicembre 2012. L’assenza di rivalutazione è anche una cosa anticostituzionale, in quanto il diritto alla pensione deve garantire una condizione dignitosa, con un ammontare adeguato al tenore di vita che cambia nel corso del tempo.

In presenza di pensioni di invalidità, il primo passo da compiere è quello di presentare all’INPS una richiesta scritta nella quale richiedere una rivalutazione della pensione e il calcolo della pensione di invalidità – inabilità. In aggiunta a questo, si possono richiedere gli arretrati, con gli interessi e oneri aggiuntivi. Qualora non si dovesse ricevere risposta da parte dell’INPS, il pensionato ha diritto, assistito da un legale, di presentare ricorso dinnanzi la Corte dei Conti se si svolgeva un lavoro come dipendente pubblico, altrimenti dinnanzi al Tribunale del Lavoro, in caso di lavoro privato.

Il ricorso verrà accolto con il conseguente aumento dell’assegno pensionistico, e dà diritto a percepire tutti gli arretrati a partire dal 2013. Per la richiesta di rimborso sia per pensione INPS che di invalidità civile, occorre prestare attenzione ai termini entro i quali è possibile inoltrare la richiesta. La domanda di rimborso è soggetta al termine di prescrizione di 5 anni, al termine del quale non è più possibile effettuare la richiesta.

Una volta verificato di essere ancora in corso di validità, il pensionato potrà rivolgersi a un professionista del settore, a un avvocato che si occupa di diritto del lavoro o amministrativo, in modo da intraprendere il corretto iter per recuperare le somme aggiuntive a lui spettanti.

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