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Riclassificazione bilancio: cos’è e come viene effettuata?

Riclassificazione di bilancio è un termine che potrebbe incutere timore, perché già dal nome sembra qualcosa di estremamente complicato. In realtà lo è meno di quanto si possa pensare, anzi è un’operazione assolutamente fondamentale per qualsiasi azienda, di là delle sue dimensioni e del settore in cui opera: infatti, attraverso l’analisi del bilancio, è possibile organizzare i dati aziendali in modo più evidente e razionale e avere così un quadro completo dei punti di forza e di quelli di debolezza della propria attività.

Inoltre, con questa analisi del bilancio aziendale, è possibile valutare in modo preciso e approfondito lo stato economico e finanziario dell’azienda, perché quando si esegue un bilancio si devono presentare sia i dati relativi al fatturato, sia quelli relativi alla sua affidabilità creditizia. La riclassificazione del bilancio è un procedimento che nasce proprio per rendere l’analisi del bilancio un’operazione veloce, facile ed efficace.

Che cos’è la riclassificazione di bilancio

Per riclassificazione di bilancio s’intende un procedimento che si effettua andando a calcolare alcuni indici di bilancio specifici, che rendono più strutturata e agevole la lettura del bilancio stesso.

Questo tipo di analisi aziendale permette di estrapolare le informazioni ufficiali dell’azienda presso le Camere di Commercio, e di rielaborarle seguendo alcuni modelli di analisi finanziaria: in questo modo si andranno a comparare ai dati medi del settore in cui l’azienda lavora, e si andrà a valutarne l’andamento in base a cinque categorie di indici di valutazione: di sviluppo, di redditività, della situazione finanziaria, di efficienza e di durata.

Per poter usufruire della riclassificazione di bilancio, il conto economico dell’azienda deve basarsi su uno dei tre seguenti modelli:

  • A margine di contribuzione, ovvero suddividendo i costi operativi in fissi e variabili. Questo modello consente di individuare la percentuale d’incidenza dei costi variabili sui costi totali.
  • A valore aggiunto, ovvero suddividendo i costi operativi in costi relativi a risorse esterne o interne. Questo modello è il più adatto per redigere un Bilancio Sociale.
  • A costo del venduto, ovvero suddividendo i costi operativi in diretti e indiretti. Questo modelli è il migliore per avere una panoramica chiara della gestione economica dell’azienda.

A cosa serve e come si effettua la riclassificazione di bilancio

Affinché la riclassificazione di bilancio sia svolta in modo corretto, ha bisogno di due operazioni:

  1. Riclassificazione dello stato patrimoniale. È la prima azione da compiere, in cui si vanno a dividere le attività e le passività in base al grado di liquidità o al grado di esigibilità, fornendo in questo modo un’idea precisa di come l’azienda è strutturata finanziariamente. Sia attività sia passività si possono inoltre suddividere in correnti, quindi a breve termine, e consolidate, ovvero a lungo termine.
  2. Riclassificazione del conto economico. In questa seconda operazione di separano le voci di bilancio positive da quelle negative, basandosi sull’area gestionale di appartenenza.

La riclassificazione di bilancio, quindi, risulta essere uno strumento fondamentale per le aziende, con lo scopo di rendere la lettura del bilancio d’esercizio più chiara e agevole per poter valutare lo stato di salute economica e finanziaria di un’impresa, e poter così programmare le strategie aziendali future.

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