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Il mito di Narciso: colui che si innamorò di se stesso

Il mito di Narciso rappresenta una della storie appartenenti alla mitologia greca più conosciuta, famoso al punto da essere utilizzato in gergo odierno per indicare una persona eccessivamente vanitosa e innamorata del proprio io. La storia di Narciso parla proprio di un giovane che si innamorò perdutamente del proprio riflesso.

Storia e versioni del mito

Ad oggi esistono diverse versioni a riguardo del mito di Narciso, mentre la fonte maggiormente autorevole rimane quella di Ovidio, autore delle Metamorfosi, mentre tra le fonte greche emerge soprattutto quella di Pausania, Periegesi della Grecia. A livello generale la storia di Narciso presenta una serie di punti fondamentali comuni in tutte le versioni, presentandosi come il figlio di Cefiso, divinità fluviale e della ninfa Liriope. La madre, particolarmente preoccupata per la bellezza del figlio, si recò in visita all’oracolo Tiresia che gli consigliò di non lasciar mai apprendere a Narciso la sua stessa fisionomia. Una volta cresciuto la bellezza di Narciso suscitava diverse approvazioni e innamoramenti sotto il suo categorico rifiuto.

Nella versione romana una ninfa di nome Eco, punita da Giunone, si innamorò perdutamente di Narciso impossibilitata però a dichiarare il suo amore per prima. Rifiutata da Narciso la ninfa trascorse l’eternità a vagare lungo la valle diventando soltanto una voce. La dea Nemesi decise di condannare il giovane a specchiarsi nei pressi di un laghetto per bere. Il giovane si innamorò della sua stessa bellezza realizzando soltanto in seguito dell’impossibilità del suo stesso amore. Lo stesso Ovidio racconta della morte di Narciso consumato a causa del suo sentimento d’amore, potente come le fiamme di un fuoco.

Le ninfe del luogo, accorse per seppellire il suo cadavere, trovarono al suo posto dei fiori dal bellissimo aspetto, di colore bianco e giallo, conosciuti ad oggi come fiori del Narciso. Secondo la versione greca Narciso venne spinto a specchiarsi all’interno del laghetto in seguito al rifiuto dei sentimenti di Aminia, morto suicida. Secondo Pausania invece Narciso non si innamorò del suo riflesso ma di quello della sorella gemella defunta. Il mito di Narciso ha continuato ad affascinare intere generazioni fino al corso dei giorni nostri, ispirando i più grandi artisti nella storia della pittura dal Narciso di Caravaggio (1600); la Metamorfosi di Narciso di Salvador Dalì (1937);  Narciso ed Eco di William Turner (1804). Il mito di Narciso ha inoltre influenzato anche la letteratura dell’Ottocento con opere quali il romanzo di Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray.

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