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Edificio sacro di Taranto: ecco qual’è, dove si trova e curiosità

Nella città di Taranto il tempio dorico di Piazza Castello è il monumento più affasciante ed antico. Parliamo di una struttura( o meglio di quello che resta) datata più di duemila anni. Il tempio fu costruito dai coloni ellenici, che si stabilirono all’epoca sulla  penisola (Città Vecchia) impiantando in questa zona il centro politico e religioso della nuova città: vale a dire l’acropoli.

Curiosità e storia

Durante i lavori di restauro della Città Vecchia, sono stati riportati alla luce i resti del tempio e nello specifico pezzi di capitelli, colonne ed altri elementi che sarebbero appartenuti all’antico tempio. L’archeologo Luigi Viola ha individuato alcune colonne, intere, dell’antico monumento all’interno della struttura della chiesa della SS. Trinità, presso il conservatorio Paisiello a Taranto. Si pensa che il tempio sia stato innalzato e dedicato al dio del mare Poseidone, dal momento che Taranto vanta una cultura prevalentemente marittima. L’edificazione del tempio si fa risalire alla fine del primo venticinquennio del VI secolo a.C., cosi che la struttura è stata definita come il tempio greco più antico della Magna Grecia. L’edificio sacro, si pensa in epoca medievale, è stato riadattato come luogo di culto cristiano o destinato ad altre funzioni. A quale dio pagano è stato dedicato realmente il culto di questo tempio?. Secondo quando suppone l’archeologo Viola che vede in Poseidone la divinità a cui erano dedicati i rituali collegati al tempio sembra cosa infondata , dal momento che l’origine spartana dei primi coloni, non erano dediti alle divinità di natura marittima. Di recente sono state rinvenute statuette in terracotta, che riproducono un individuo di genere femminile e legate al culto del tempio. La scoperta ha portato ha condotto all’idea che il complesso monumentale potesse indicare il culto a una dea fra Artemide, Era o Persefone.

Le colonne del tempio dorico che oggi  si possono ancora ammirare (dell’acropoli della polis piena di monumenti che adornavano il promontorio della penisola) possono essere contemplate sia via terra che via mare. Quello che rimane appare agli abitanti di Taranto, quanto grandi siano state le capacità architettoniche dei loro avi.Il sacro e la colonia greca di Taranto sono intrecciati, storie comuni che affondano le antiche radici su procedure rituali. I riti propiziatori (viene interrogato l’oracolo) venivano fatti prima della presa della colonia. La religione era lo strumento per creare consenso politico cosi come lo erano i rituali all’interno del tempio quando venivano celebrate le principali feste religiose.Questi erano i momenti di vera pace e tranquillità all’interno di tutta la comunità coloniale.

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